New MEI Editing Guidelines (Italian)

PLEASE READ THIS GUIDE ABOUT HOW TO EDIT MEI (click here for pdf)

     

                                         GUIDA ALLA CATALOGAZIONE DEL NUOVO MEI

=== Generale ===

Catalogare in MEI: La creazione di records in MEI deve essere discussa e concordata con C. Dondi, c.dondi@cerl.org. Alle nuove Biblioteche che entreranno in MEI verrà assegnato lo status di “record owner”, e i loro editors saranno autorizzati a creare e modificare proprie schede. I records ovvero le schede relative a specifici record owners potranno essere modificate solo dagli editors che le hanno create.

Una volta che un editor ha ottenuto le credenziali per accedere a MEI riceverà anche i codici di accesso ai Patterns of Historic Shelfmarks della pagina web del CERL e l’accesso al Flickr per i MEI editors.

Lingua: Attualmente l’interfaccia MEI è disponibile in inglese, tedesco, italiano. Per cambiare quella inglese, di default, basta cliccare sulla voce “Language” nel menù in calce alla pagina iniziale, proprio sopra i loghi.

Login

Primo accesso e registrazione: per accedere alle funzioni di editing del database MEI il futuro editor deve cliccare ‘Login’ nel menù in calce alla pagina iniziale, poi l’opzione ‘create a new account’ e seguire le istruzioni. Quindi informare dell’avvenuta richiesta C. Dondi, che provvederà ad attivare la facoltà di creare nuovi record e di modificarli.

Accessi successivi al primo: l’editor MEI entra nel database cliccando ‘Login’ nel menù in calce alla pagina iniziale. Una volta entrato, nel menù in alto a destra comparirà la voce ‘Logout’, mentre in basso al posto di ‘Login’ leggerà il proprio nome.

[Help and Contact] Non ancora attivato.

I tasti gialli Seleziona danno accesso a informazioni gestite in altri databases dai quali MEI deriva alcuni dati, come ISTC, oppure in databases creati in supporto a MEI. I tasti Seleziona DEVONO essere adoperati per recuperare dati per i campi MEI, altrimenti non si genereranno link attivi.

Attualmente MEI è costituito dal database principale e da databases satelliti che sono stati sviluppati per agevolare le funzioni di catalogazione/modifica, ricerca e recupero dati in MEI. Si può accedere a questi cliccando su ‘Datasets’ nel menù in calce alla pagina iniziale, proprio sopra i loghi. In tutti i databases elencati è possibile ricercare, e per gli editors MEI modificare i dati:

  • MEI
  • Holding Institutions, cioè Biblioteche
  • Owners of incunabula (Persons and Corporate bodies), cioè Indice Possessori
  • Geographic regions (geonames applied to geographic areas), cioè aree geografiche

Al momento questa pagina dà accesso anche allo ‘Scottish Book Trade Index’; si tratta di un test, non legato a MEI.

NB: Il database MEI permette di immettere e modificare dati solo a livello di copia (ovvero di esemplare). Non è infatti possibile modificare i dati bibliografici estratti da ISTC.

NB: se si decide di non salvare i dati della copia immessa, si lasci la maschera di editing cliccando sul tasto ‘Cancel’.

NB: non è possibile lavorare su un record mentre qualcun altro ci sta già lavorando. Se, per qualsiasi motivo, il sistema espelle dal record che si sta elaborando, è possibile sbloccare l’accesso alla scheda immettendo la stringa http://data.cerl.org/_unlock/mei/[recordID].

Name of record creator / revisor: Nella sezione ‘Collocazione Attuale’ aggiungere il proprio nome nel campo ‘Nota’ che segue a ‘Biblioteca’: ‘Creato da [nome + cognome]’. E se il record è successivamente revisionato da qualcun altro si aggiungerà: ‘Creato da [nome + cognome]. Revisionato da [nome + cognome]’.

==== MEI: COME CREARE UN NUOVO RECORD ====

 Selezionare ‘‘Crea un nuovo record’ dalla voce ‘Ancora …’ del menù in alto a destra della schermata.

Compariranno così tre sezioni:

  1. Esemplare (per i dati identificativi generali dell’esemplare che si ha in mano)
  1. Provenienza #1 (sezione ripetibile in cui registriamo tutti i blocchi di provenienza)
  2. Informazioni su questo record (campo autogenerato che indica l’istituto di appartenenza. Si controlli comunque che un record owner sia stato assegnato al record, altrimenti si riceverà un messaggio di errore nel momento in cui si cerca di salvare il record)
  1. ESEMPLARE

La prima sezione della maschera di inserimento di un record è relativa ai dati identificativi generali dell’esemplare. È seguita da tante sezioni ‘Provenienza’ quante sono le fasi della vita dell’incunabolo che l’editor è in grado di identificare.

ID dell’Esemplare: campo autogenerato che assegna un numero identificativo a ogni esemplare. (NOVITÀ) È generato solo quando si salva un record, e viene mostrato solo nell’interfaccia di consultazione.

Gruppo di record: Questo campo consente di raggruppare più biblioteche insieme assegnando alle loro copie un denominatore comune e concordato, ad es. ‘Regione Lombardia’, ‘Regione Veneto’ etc. NB: tale definizione comune deve essere concordata con C. Dondi.

(NOVITÀ) Language of description: Selezionare la lingua usata per la descrizione, a scelta fra inglese, tedesco, italiano e spagnolo.

ISTC No. (= numero identificativo dell’edizione)

Prima di tutto l’editor deve controllare ISTC e trovare il numero corrispondente al proprio esemplare, e copiarlo. In MEI, ‘ISTC No.’, cliccare il tasto Seleziona: si aprirà una nuova finestra in cui si può digitare il numero ISTC (o incollarlo) se lo si conosce già, oppure altri dati noti (a scelta fra Autore, Titolo, Luogo di stampa, Tipografo, Anno di pubblicazione etc.). Cliccare sulla notizia ISTC che corrisponde all’edizione di cui abbiamo una copia, così che il numero verrà scritto nella casella. In tal modo abbiamo creato il legame fra l’edizione (ISTC) e l’esemplare che stiamo descrivendo.

NB: controllare che si tratti dell’edizione corretta e che la nostra copia compaia fra quelle elencate nel record ISTC sotto forma di sigla. Se così non fosse prendere nota della discrepanza rispetto ad ISTC e comunicarlo a C. Dondi o scrivere direttamente ad ISTC (incunabula@bl.uk) e IGI per gli incunaboli conservati nelle biblioteche italiane (bnc-rm.incunaboli@beniculturali.it) mettendo in copia C. Dondi. 

(NOVITÀ) NB: il numero ISTC non dovrebbe più essere cambiato a meno che non ci sia stato un errore nell’identificazione dell’edizione alla quale il nostro esemplare è legato, nel qual caso, anche a record ultimato, si può procedere alla selezione di un diverso numero ISTC al quale collegare la descrizione della nostra copia. Nella precedente versione di MEI tale ‘trasferimento’ da un ISTC ad un altro non era possibile, ma bisognava procedere alla cancellazione del record.

NB: tutti i dati concernenti il record bibliografico (l’edizione), sono desunti da ISTC e non devono essere modificati.

HOLDING INFORMATION

Collocazione Attuale: Biblioteca o istituzione che attualmente conserva l’esemplare descritto. Il codice identificativo si cattura dal database ‘Holding Institutions’, dove devono essere inserite tutte le informazioni o le correzioni al nome completo della stessa. Cliccare il tasto Seleziona, e selezionare la biblioteca necessaria.

Se la biblioteca non è presente in MEI, selezionare ‘Crea un nuovo record’. Si accede così all’Holding Institution Database; si veda APPENDICE 5 per come compilare una scheda per una nuova biblioteca in MEI.

Fondo: Nome della collezione o fondo – comunque un sottogruppo all’interno della biblioteca – di cui l’esemplare fa parte, ad es. Sloane Collection, Fondo Magliabechiano etc.

Segnatura di Collocazione: Collocazione attuale dell’esemplare descritto.

Edita la Nota: Inserire qui le informazioni relative all’accessibilità della copia (es. consultazione ristretta), collocazione alternativa (quando una copia è normalmente citata o indicata sotto più di una collocazione).

Nota: Campo ripetibile; da usare per ogni altra informazione relativa all’esemplare che non trova posto altrove. Gli editors lo devono usare sempre per firmare il record creato o rivisto, indicando ‘creato da / rivisto da [nome + cognome]’.

RILEGATO CON: campo ripetibile: Serie di campi finalizzati alla descrizione delle miscellanee (sammelbaend). Si possono inserire sia altre edizioni incunabole che manoscritti o edizioni di epoche successive. Per gli incunaboli si potrà creare il legame anche alla descrizione della copia, inserendo il relativo numero MEI (vedi oltre). In ogni caso i dati bibliografici vanno inseriti manualmente; seguiti dall’identificativo dell’edizione: ISTC per gli incunaboli (il cui recupero può effettuarsi mediante una ricerca interna: tasto Seleziona); ogni altro identificativo di edizioni di epoche successive o di manoscritti si inserisce nel campo appena successivo ‘Riferimento bibliografico’.

ATTENZIONE: Alla perdita di funzionalità che erano nel vecchio MEI (il recupero automatico dei dati bibliografici di altri edizioni incunabole e la lista dei relativi esemplari già esistenti in MEI) si può ovviare facendo leva su altre funzionalità che sono invece di nuova acquisizione, in particolare la possibilità di DUPLICARE i record. Vi è inoltre che il nuovo MEI rispetta l’ordine che l’editor conferisce alle parti di una miscellanea, di cui si potrà così riprodurre una descrizione fedele.

Tutto questo considerato, la procedura che conviene adottare nella descrizione di una sammelbaend è la seguente: descrivere uno degli incunaboli (il primo che si incontra) completo di tutti i riferimenti alle altre edizioni legate con quello – copie di edizioni, ma il riferimento è intanto alla sola edizione. ATTENZIONE: nel costruire la sequenza dei pezzi della miscellanea si possono aggiungere solo elementi in basso e l’ordine delle parti non è interscambiabile). Si descriva nel modo più completo possibile tutta la serie delle provenienze, mettendo in chiaro le informazioni che si trovano su un elemento della miscellanea ma si possono estendere all’interno esemplare.

Una volta completo il record potrà essere duplicato per creare le schede degli esemplari di tutte le altre edizioni incunabole. ATTENZIONE: si duplica tutto, effettuata l’operazione ricordarsi di: [1] modificare l’ISTC della edizione principale; [2] sostituire nel ‘Legato con’ il record che si sta descrivendo con quello che si è appena duplicato. Per creare i legami tra le parti si devono aggiungere i relativi numeri MEI. Conviene farlo via via che i record sono creati, in modo che ad ogni duplicazione anche questa informazione è trasferita automaticamente.

STORIA DELL’ESEMPLARE [Non molto usata]

Nota: Non molto usata, non pertiene alla provenienza, descritta successivamente

Epoca: Non molto usata, non pertiene alla provenienza, descritta successivamente

 

ASPETTI MATERIALI

Aspetti materiali: carte mancanti (per esempio: manca a1r), rilegatura scorretta, etc.

Altezza delle carte: in mm.

Larghezza delle carte: in mm.

 

(NOVITÀ) PECULIARITÀ DELL’ESEMPLARE

Questo campo è stato creato per permettere ai ricercatori di identificare velocemente importanti peculiarità dell’esemplare che si trovano negli incunaboli. Offre una panoramica immediata su tematiche quali esemplari incompleti, copie fattizie, etc. Offre importanti opzioni quantitative.

Peculiarità dell’esemplare: si scelgano tutte le caratteristiche pertinenti all’esemplare.

Nota sulle peculiarità dell’esemplare: Campo libero in cui fornire ulteriori informazioni.

Nota sul materiale di supporto: [Non molto usata]  campo libero per ulteriori informazioni.

Materiale di supporto (libro): Materiale delle carte stampate (carta o pergamena).

Materiale di supporto (tavole):  materiale delle tavole, quando si distinguono dal resto del volume, generalmente illustrazioni a piena pagina, per esempio una crocifissione impressa su pergamena ed inserita in un volume stampato su carta.

Filigrana: segnalare la presenza di filigrana.

Nota sulla filigrana: fornire eventuali altre informazioni sulla filigrana.

(NOVITÀ) Link al Bernestein database: link al database in cui si sia reperita la descrizione della filigrana o delle filigrane osservate nel volume.

RIPRODUZIONE DIGITALE (ripetibile)

URL: fornire qui l’url di eventuali riproduzioni dell’esemplare; può essere l’url di copie digitali o il link verso contenitori di immagini che riproducano parti del volume (es: un account Flickr).

Didascalia: scrivere qui una didascalia relativa alla copia digitale. Questa sarà utilizzata come il link: se ad esempio si fornisce l’url di una immagine digitale di un esemplare della Bridwell library e si scriverà qui “Copy in Bridwell Library, 06444”, questo diverrà il link attivo (vedi MEI 02009054). ATTENZIONE: Scrivere comunque qualcosa, o il link all’url non sarà attivato.

Nota: Se necessarie, eventuali altre informazioni sulla copia digitale possono essere fornite qui.

ALTRO IDENTIFICATIVO (ripetibile) [Non molto usata]

Identificativo: Identificativi dell’edizione altri da ISTC; al momento si possono inserire gli identificativi dei record in GW, HPB, IGI, BSB-Ink and SBN(A) (vedi oltre).

Fonte: Selezionare il database/catalogo al quale l’identificativo si riferisce (es. GW, SBN, etc.).

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Nota del catalogatore: Note di lavoro, non visualizzate pubblicamente.

Fonte: Fornire qui la bibliografia utilizzata nella descrizione dell’esemplare. Per esempio altri cataloghi specializzati, o pubblicazioni che descrivano l’esemplare in questione.

Completezza: Selezionare l’opzione che meglio rappresenta lo stato della descrizione; con l’avvertenza che il record può dirsi completo quando si ritiene di aver fornito descrizione di ogni evidenza e che non vi siano informazioni da aggiungere. Il record è quindi incompleto se, ad esempio, la descrizione è effettuata sulla base di un catalogo o altra pubblicazione (non libro in mano) e si sa che la pubblicazione non riporta tutte le informazioni.

Editing History: generato automaticamente; è la registrazione degli interventi editoriali e non è visibile nell’interfaccia utente.

B.     PROVENIENZA 1, 2 etc.

MEI permette di localizzare e datare ogni elemento di provenienza; ciò implica la creazione di nuovi blocchi di provenienza per dati che pertengono a luoghi / date differenti (non a differenti tipi di provenienza relativi alla stessa persona/istituzione). Per esempio: Giovanni Rossi, Roma 16 secolo, con legatura del 16 secolo, la sua nota di possesso, e decorazione italiana del 16 secolo, questi dati andranno tuti nello stesso blocco di provenienza. Una decorazione tedesca del 15 secolo, poi una nota di possesso tedesca o inglese del 18 secolo andranno in blocchi di provenienza diversi: uno includerà la decorazione tedesca del 15 secolo, per indicare che il volume venne prima usato in Germania nel 15 secolo, poi un nuovo blocco di provenienza per il possessore tedesco o inglese del 18 secolo. 

NB: Ogni cambio del possesso del libro è testimoniato dai dati rinvenuti nel volume stesso o altrove (archivistici, bibliografici).

NB: Lo scopo del database MEI è quello di rintracciare il movimento del libro, dal luogo di stampa (rappresentato dall’informazione bibliografica), al primo e successivi possessori o luoghi d’uso, fino alla biblioteca dove è attualmente custodito; PERCIÒ L’ULTIMO BLOCCO DI PROVENIENZA DOVREBBE SEMPRE RIFERIRSI ALLA BIBLIOTECA ATTUALE.

NB: Se più di un tipo del segno di provenienza pertiene a un possessore, si prega di registrarli nel medesimo blocco di provenienza. Per esempio, nota di possesso tedesca del 16 secolo e legatura tedesca del 16 secolo.

NB: L’ordine dei blocchi di provenienza dovrà essere cronologico. È possibile cambiare l’ordine dei blocchi, usando le frecce, come indicato sopra.

NB: Per cancellare un blocco di provenienza, cliccare sul bidone alla destra del folder di provenienza, poi salvare.

NB: Per cancellare una provenienza all’interno di un blocco di provenienza, vuotare i campi, poi salvare.

NB: I blocchi di provenienza devono essere disposti cronologicamente dal più antico al più recente.

Cambio dell’ordine di apparizione dei blocchi di provenienza:

Se capita di dover invertire l’ordine di successione di una sezione ‘Provenienza’ già creata, in caso emergano nuove informazioni e si debbano creare nuovi blocchi o spostarne dei già esistenti, bisogna cliccare sulle due frecce nere alla destra del blocco di ‘Provenienza #1, 2. Etc’ e trascinarle

Su o giù nella posizione desiderata. Il sistema chiederà conferma del cambio dell’ordine di apparizione. Per esempio, un record presenta quattro blocchi di provenienza, 1, 2, 3, 4. Si vuole invertire la posizione di 2 e 3. Cliccare e trascinare le frecce del terzo blocco sul secondo blocco. La richiesta di conferma sarà per l’ordine 1, 3, 2, 4. Se confermata, l’ordine sarà cambiato.

NB: Ci si assicuri che la sezione ‘Esemplare’ resti sempre per prima.

LUOGO

Luogo: Nome di città legata al possesso del libro nello specifico blocco di provenienza.

(NOVITÀ) GeonamesID: Selezionare il numero corrispondente dalla lista, cliccando Seleziona; se più di un numero è assegnato alla città, scegliere il no. ‘PPL’ (luogo popolato), non ‘ADM’, o altri codici.

Nota: Se necessario, aggiungere qui chiarificazioni relative al luogo (quando ad esempio si tratti di una località non identificata dai geonames e si è stati costretti a scegliere un luogo vicino).

AREA

MARC Area Code: Fornire qui l’area geografica (Italia, Germania, etc.) associata al possesso di questo blocco di provenienza. Molto importante, in particolare, per assegnare indicazione di provenienza usando dati desunti da legature, decorazione, note manoscritte, etc. Usare Seleziona. Codici più comuni: e-it; e-uk; e-gx; etc.

Nota: Se necessario, aggiungere qui chiarificazioni relative all’area geografica.

EPOCA

Originariamente concepito per offrire la possibilità di datare, per secolo, una legatura, decorazione, o annotazione manoscritta. Inoltre, per offrire una ampia visione d’insieme, per secoli, della circolazione dei libri.

Il nuovo database richiede la conversione dei secoli, 15., 16., etc. in cifre, cioè 1234 – 5678, e quindi a livello più generico 1401-1500, 1501-1600, etc.. Con la conversione numerica della datazione per secolo, c’è un’inevitabile tendenza, benvenuta, alla maggior precisione, che può essere espressa in una serie di maniere. Per esempio, un libro posseduto da una persona nata nel 1550 non sarà marcato semplicemente 1501-1600, ma 1550-1600. Un libro stampato a Venezia nel 1482 e usato in Germania nel 15. sarà ora marcato 1482-1500. Un possessore le cui date sono 1754 e 1830 e possedette parecchi libri era in passato marcato al 18. e 19. secolo. Però, se si ha un volume con data di acquisto 1802, ora possiamo più accuratamente definire il periodo nel quale il libro era in suo possesso come 1802-1830. Se c’è una data di provenienza sicura, diciamo 1535, e null’altro, si usi questa in epoca (sia iniziale sia finale); verrà presentata “1535-1535”. Se non si sa l’anno, lasciare la casella vuota. Se si conosce solo la data di morte, si lasci l’inizio vuoto e il risultato sarà “ – 1850”. Se il periodo non è ancora terminato, lasciare vuota la casella di fine, per esempio un libro acquistato dalla Bodleiana nel 1840 apparirà “1840 – “. Per riassumere, gli editori devono, come sempre, usare il cervello, e decidere la migliore maniera possibile di rappresentare numericamente la situazione. Si prega di consultare APPENDICE 6: “DATAZIONE PER EPOCA”.

Siamo consapevoli che questa conversione può avere causato discrepanze che ci impegnamo a rettificare pian piano; vi preghiamo di farci sapere cosa bisogna migliorare, in caso riusciamo a sistemare alcune cose in blocco, con la nuova possibilità di “editing in blocco” ora creata.

(NOVITÀ) Inizio (anno) / Fine (anno): Fornire l’Inizio e la Fine dell’Epoca associata con la descrizione di possesso, USANDO SOLAMENTE NUMERI.

NB: Dove nel vecchio MEI si aveva la datazione per secolo. Ora il sistema accetta solamente numeri di quattro cifre: ‘1234 – 5678’; si prega di non aggiungere espressioni quali ca., fl., ? etc.: poichè impediscono al sistema di catturare il record.

NB: Un campo “Nota” dove spiegare la datazione al momento non esiste, ma verrà introdotto prossimamente (come invece già esiste nell’Indice dei Possessori, campo Attività). Qui si daranno eventuali necessarie specificazioni utili a chiarire il tipo di datazione offerta. Per esempio:

Inizio (anno): 1501;

Fine (anno): 1600;

Nota: Date approssimative.

Ulteriori esempi sono forniti IN APPENDICE 6: “DATAZIONE PER EPOCA”.

POSSESSORE

(NOVITÀ) In MEI ora esiste un indice interno dei possessori. Lì si gestiscono tutte le informazioni sulla persona o l’ente (nome preferito, varianti del nome, informazioni generali sulla collezione posseduta etc., sesso, statuto sociale, professione etc.). In MEI quindi la normale procedura di inserimento delle informazioni pertinenti i possessori avviene all’Indice mediante l’identificativo del record, secondo la procedura seguente.

Tipologia, Nome, Estremi biografici, Altre Informazioni, Genere, Status, Professione/Tipologia dell’Ente, Ruolo, Possessore Id; si veda sotto “Come recuperare dati dall’indice dei possessori”, e APPENDICE 7: COME CREARE UNA VOCE NELL’INDICE POSSESSORI.   

Come recuperare dati dall’Indice dei possessori di MEI:

Selezionare il tasto giallo “Aggiungi un altro Possessore campo”. Apparirà la finestra “Cerca il possessore”. Scrivi il nome della persona o dell’ente che cerchi; apparirà una lista di opzioni e se il nome che cerchi si trova nella lista allora basta selezionarlo: tutti i dati verranno inseriti salvo il ruolo verso l’esemplare che si sta descrivendo, e per il quale andrà effettuata la relativa opzione (precedente possessore, annotatore, legatore etc.) . Normalmente quindi il campo provenienza non va riempito manualmente.

NB: Nella fase in cui si crea attingendo all’Indice si crea apparentemente una seconda nuova provenienza mentre la prima resta vuota. In realtà, chiusa la procedura, quella vuota scompare.

Se il nome che cerchi non compare nella lista, si crei la relativa voce d’Indice selezionando il “Crea un altro possessore”, che condurrà direttamente all’Indice dove si creerà un nuovo record. Una volta che saranno fornite lì tutte le informazioni, sarà possible ripetere la procedura e recuperare il nuovo record.

BN: Al momento il sistema ha bisogno di un certo tempo per registrare la nuova voce e consentirne il recupero. Si consiglia quindi, una volta creato un nuovo record di possessore, di segnarsi il numero identificativo (che apparirà solo una volta che il record del possessore è stato salvato) e di inserirlo manualmente, e di creare pure il record possessore in MEI manualmente. Questo solo per la per prima volta.

Tasto giallo “Seleziona”: recupera il solo numero identificativo del possessore; può essere utile laddove si fossero riempiti manualmente tutti i campi di provenienza e si volesse solo creare il legame con l’indice.

Tasto blu “Aggiungi un altro vuoto possessore campo” [POCO USATO] serve ad aggiungere un’altra provenienza senza passare per l’indice.

NOTA SULLA PROVENIENZA

Tipologia del segno di Provenienza: selezionare tutte le opzioni pertinenti. (NOVITÀ)

(NOVITÀ)  Rinvio alla riproduzione del segno di provenienza.

(NOVITÀ) Data del segno di Provenienza: anche qui formato a 4 cifre.

Campo concepito per fornire una data precisa, se la si conosce; per esempio data d’acquisto, o una qualunque altra data reperita in una nota di una persona altrimenti non nota che aiuti a collocare il possessore in periodo di tempo meglio precisato. Esempi: [es. 1] “1489”, e nella nota che segue: “Ad a1r, scritto da una mano italiana: ‘…quod emit Venetiae 1489….’. [es. 2] “1545”. In nota: “Su a1r nota manoscritta, in inglese, in inchiostro marrone: ‘my brother died in 1545 etc…’.” O anche ogni data precisa di acquisto ricavata da fonte documentaria, ovvero esterna al volume. In questo caso infatti l’editor deve fornire elementi a supporto dell’informazione fornita. Esempio: data della evidenza: “1834” nota: “Douce lasciò i suoi libri alla Bodleian che li acquisì nel 1834”

Campo Nota: Qui si trascrivono le note di possesso. Campo a testo libero da utilizzare ad esempio per fornire informazioni ulteriori che non siano espresse sul libro come nelle indicazioni sopra indicate.

Modalità di acquisizione: Linguaggio controllato. Selezionare.

LEGATURA

Nota sulla Legatura: Campo a testo libero da usare per descrivere la legatura. NB: Il nome del legatore va inserito nella provenienza, con il ruolo di “legatore”.

Datazione della legatura: Linguaggio controllato. Selezionare.

Tipologia della legatura: Linguaggio controllato. Selezionare.

(NOVITÀ) Misure della coperta: altezza, larghezza e profondità: in mm.

(NOVITÀ) Descrizione in EBDB: per fornire riferimenti a banche dati dedicate alle legature.

Materiali degli assi: Linguaggio controllato. Selezionare.

Materiale di copertura: Linguaggio controllato. Selezionare.

Condizione della legatura: Linguaggio controllato. Selezionare.

Elementi accessori: Linguaggio controllato. Selezionare.

Indicazione del Titolo: Linguaggio controllato. Selezionare.

Impressioni con ferri: Linguaggio controllato. Selezionare.

Tagli: Linguaggio controllato. Selezionare.

Scripta sui tagli: Linguaggio controllato. Selezionare.

Tagli goffrati: Linguaggio controllato. Selezionare.

 

DECORAZIONE

Nota sulla decorazione: Campo a testo libero da usarsi per fornire una descrizione complessiva dell’apparato decorativo.

(Tipologia della decorazione): Linguaggio controllato. Selezionare TUTTE le opzioni pertinenti.

 

RUBRICATURA

Nota sulla rubricatura: Campo a testo libero per descrivere la rubricatura.

Data della rubricatura: Inserire la data precisa, stile 1234.

 

POSTILLE

(Tipologia delle Postille): Linguaggio controllato. Selezionare TUTTE le opzioni pertinenti.

Postille: Campo a testo libero da usare per fornire una descrizione generale delle note.

Postille (frequenza): Linguaggio controllato. Selezionare.

(NOVITÀ) Posizione nel libro: Linguaggio controllato. Selezionare.

 

TIMBRI  (ripetibile)

Timbri (Note sui timbri): Testo libero per fornirne la descrizione.

 

PRECEDENTE SEGNATURA DI COLLOCAZIONE  (ripetibile)

Tipo di segnatura No.: Aggiungere il numero che corrisponde al modello (tipo di collocazione), NON una trascrizione della segnatura. Il tipo di signatura è descritto nella tabella dei “Patterns of Historic Shelfmark” (vedi sotto). Per esempio “22”.

Descrizione della segnatura di collocazione: campo a testo libero; descrivere qui la segnatura. Per esempio: ‘B. 7 n. 3’ manoscritto a c. a2r.

NB: Se la segnatura che si vuole descrivere non corrisponde ad alcuna tipologia elencata nella tabella, aggiungerla.

NB: È utile indicare se stampata o manoscritta, a matita o a inchiostro, colore dell’inchiostro, dove compare, e trascrizione.

Esempio: Tipo di segnatura no. : “22”. Descrizione della segnatura di collocazione: “B. 7 n. 3 manoscritto a c. a2r”. Dalla tabella dei “Pattern of Historic Shelfmarks” si apprende che la tipologia no. 22 era usata dai Francescani di San Cerbone, come prova il record MEI 02005628, volume ora a Firenze, Biblioteca Provinciale dei Frati Minori.

TAVOLA DEI “PATTERNS OF HISTORIC SHELFMARKS”

Nel sito del CERL si trova una tabella dei “Patterns of Historic Shelfmarks”, costruita con i vari tipi segnatura di collocazione che gli editor MEI stanno via via rilevando sugli esemplari descritti. La tavola è quindi esterna a MEI; a breve sarà attivo un legame bi-direzionale che consentirà l’accesso immediato alla tabella e dalla tabella ai record MEI. Per il momento si accede passando per il sito del CERL, e seguendo la procedura descritta qui di seguito.

ATTENZIONE: al momento l’accesso si effettua:

https://www.cerl.org/help/incunabula/shelfmark_patterns?s[]=pattern

COME AGGIUNGERE NUOVE TIPOLOGIE

Effettuare l’accesso, facendo click sul “login” che si trova in alto, a destra, appena sotto la stringa di ricerca (“search”). Inserire nome utente e password (ATTENZIONE, NON USARE CREDENZIALI MEI, MA CREDENZIALI CERL, per le quali mettersi in contatto con Cristina Dondi se non si posseggono già). Una volta dentro, selezionare lo “edita questa pagina” che si trova proprio in fondo, a destra. A quel punto si apre la finestra attiva della tavola, nella quale sarà possibile aggiungere, in fondo, il tipo non ancora presente. Per farlo, copiare lo stile che si vede applicato alle righe precedenti (barre, spazi etc.). Per controllare di aver scritto correttamente (dati e ortografia) fare sempre un “Preview”; se tutto è a posto, salvare (selezionando il “Save”) e quindi uscire (log out).

PREZZO

Prezzo (ammontare): Inserire qui le cifre, nelle forme corrispondenti (come 345, o 6.6.0).

Prezzo (valuta): Specificare qui il tipo di valuta, tipo franchi, ducati, Lire soldi e denari etc. Col tempo si avrà una lista controllata delle valute, simile alla tavola dei tipi di collocazione.

Nota: Ogni genere di informazione o commento sul prezzo e la valuta.

Attendibilità dei dati [Status della descrizione]: Si chiarisca qui il grado di certezza delle informazioni fornite. Se ad esempio si stanno riportando informazioni tratte da catalogo e si nutrono dubbi circa la correttezza delle trascrizioni delle note di possesso, si selezioni ‘da verificare’. Così pure quando l’informazione che si fornisce è frutto di un’inferenza, una ipotesi, e si pensa che sarebbero opportune altre verifiche, si selezioni ‘da verificare’. Lo status della descrizione è relativo ad ogni singola evidenza, va stabilito al momento della creazione del blocco di provenienza, e rivisto ad ogni successivo intervento (una informazione considerata incerta, ‘da verificare’, diverrà certa una volte effettuate le verifiche).

Fonte [Status della descrizione]: Dire qui quale/quali sono le fonti di informazioni utilizzati. Selezionare TUTTE le opzioni applicabili.

Libro in mano = quando si lavora con l’esemplare.

Bibliografia =  se le informazioni sono tratte da fonte secondaria, che siano cataloghi a stampa, studi (ex. Catalogue of incunabula of Sir Thomas Smith; il censimento delle copie di una edizione, etc.). Catalogo di biblioteca = se le notizie sono tratte dal catalogo della biblioteca di cui si descrivono gli incunaboli, che sia a stampa o online.

Cataloghi d’asta/di vendita = se l’informazione è tratta da cataloghi di librai.

Catalogo storico / Registro d’ingresso = se le informazioni sono tratte da documenti di gestione delle collezioni librarie (come appunto cataloghi storici, o inventari).

Sconosciuto/altro = per ogni altra fonte (es.: fonte orale, informazioni inedite fornite direttamente da bibliotecari o studiosi).

NB: la fonte andrà citata per intero nello spazio in prima pagina dedicato appunto alle fonti.

COME AGGIUNGERE UN NUOVA PROVENIENZA

In fondo al blocco di provenienza,

Tasto giallo “Aggiungi un altro campo di provenienza”: aggiunge un intero campo provenienza già popolato con le informazioni contenute nella voce d’indice.

Tasto blu “Aggiungi un altro vuoto Provenienza campo” aggiunge un intero campo provenienza, tutto da riempire.

C. INFORMAZIONI SU QUESTO RECORD

Contesto (Generatore del record): La notizia è generata automaticamente (Editors diversi creano record che appartengono a diversi Generatori del record; per esempio  Richard Forster crea records da incunaboli a Winchester College). Controllare però che l’informazione sia correttamente generata.

APPENDICE 1: COME AGGIUNGERE UNA “HISTORICAL COPY”

Si dicono “copie storiche” gli esemplari descritti in cataloghi storici o inventari e di cui oggi non si conosce la collocazione ma di cui è identificata l’edizione. Si sa, appunto dalla descrizione che ne esiste in un catalogo, che essi erano presenti in un dato momento in una certa collezione, istituzionale o privata, poi dispersa.

Essi vanno quindi tenuti separati dagli altri esemplari descritti in MEI, ma conservano per la storia delle provenienze una grande importanza per cui si è trovato il modo di registrarli, secondo le modalità e categorie che seguono:

In “Gruppo di record” scrivere: “Historical Copy”.

In “Biblioteca” scrivere: “HistCopy” (esatto, senza spazi).

In “Segnatura di collocazione” scrivere il luogo dell’ultima provenienza registrata della copia storica come testimoniato dalla fonte documentaria utilizzata; per esempio “Perugia” per il catalogo Podiani della Biblioteca Augusta; “Venezia” per il catalogo dei Benedettini di San Giorgio Maggiore, etc.

In “Fonte” scrivere la fonte documentaria utilizzata per convalidare l’esistenza della copia storica; per esempio, per Historical Copy – Perugia, fonte: “[F. Mariottelli], Inventario dei libri della Libreria fatto mentre la libreria stava nel Palazzo […] dell’anno 1617 (Perugia, Biblioteca Augusta, MS 3082); Ragguaglio di Fulvio Mariottelli intorno alla Libraria che fu del Sig. Prospero Podiani […] (Perugia: Naccarini, 1618)”.

Per la “Fonte” [Status della descrizione] di ogni blocco di provenienza selezionare: “Catalogo storico”.

Compilare i campi del possessore come d’uso, fornendo nel campo “Nota di provenienza” la fonte precisa dell’informazione, seguito dalla trascrizione del testo che cita l’esemplare descritto, e in caso una moderna edizione del documento citato; per esempio “Egidio, Medicina de urinis et pulsibus, latino, Venetia, 1496, in folio” (MS 3082, 27r; Inv. no. 1347, in: Panzanelli, PhD dissertation 2006).

In “Tipologia del segno di provenienza” selezionare: “Nota bibliografica”.

In futuro, quando e se l’esemplare viene individuato (in una biblioteca pubblica, o in mani di privati che hanno piacere a condividere l’informazione), basterà togliere “Historical Copy” dal campo “Biblioteca” e sostituirlo con il nome della biblioteca che oggi conserva l’esemplare una volta appartenuto alla collezione Podiani di Perugia, e aggiungere la segnatura di collocazione nell’aposito campo. Si dovrà inoltre aggiungere un nuovo blocco di provenienza relativo agli attuali possessori.

In “Gruppo di record” per ora si mantiene “Copia storica”.

APPENDICE 2: COME AGGIUNGERE UNA “TRADE COPY”

Una procedura identica può essere adottata per esemplari presenti sul mercato (antiquario). Vedi il record MEI 00200404:

In “Gruppo di Record”: “Trade copy”.

In “Biblioteca” scriviamo: “TradeCopy” (esatto, senza spazi).

Nella collocazione: “Sotheby, Londra, 2013, lotto 209”.

Qui creaiamo quindi un record che avrà tutti i blocchi di provenienza che è possibile ricostruire sulla base della descrizione dell’esemplare che si trova nel catalogo della Libreria antiquaria. L’ultimo blocco di provenienza è dedicato alla libreria stessa, e nella “Nota di provenienza” si fornirà la citazione bibliografica completa: “Music and Continental Books and Manuscripts, London 5-6 June 2013, lot 209 (£30,000-40,000)”.

Se poi il libro torna a far parte di una biblioteca pubblica, o finisce in mani di privati che hanno piacere a condividere l’informazione, tutto quello che dobbiamo fare è cambiare la “Biblioteca” e la “Segnatura di collocazione” nei rispettivi campi, e (come per le copie storiche) aggiungere un nuovo blocco di provenienza relativo agli attuali possessori. Il blocco di provenienza della libreria antiquaria diventerà così una della fasi di vita dell’esemplare.

APPENDICE 3: COME AGGIUNGERE IMMAGINI NELL’ACCOUNT MEI FLICKR

Intanto che all’interno del CERL si allestisce una banca dati concepita per ospitare immagini di provenienza,  gli editors MEI che volessero fornire immagini relative alle provenienze descritte possono utilizzare l’account Flickr creato a questo scopo ed intestato a “Aldus Manutius”.

Per creare legami alle singole immagini, si seguano queste indicazioni (fornite da John Lancaster):

Una volta caricata l’immagine:

1)  selezionare la foto – l’immagine comparirà in una finestra separata;

2)  spostare il cursore sul lato destro in basso – appariranno a quel punto varie icone (che altrimenti restano nascoste);

3)  fare click su quella che si trova a destra – è una freccia che punta verso il basso.  Quando il cursore vi indugia appare l’etichetta “Download this photo”.  (Questo messaggio è fuorviante perché si può fare anche altro oltra al download.)

4)  si aprirà una finestra – fare click su “View all sizes”;

5)  L’immagine riapparirà ancora, ma con una lista di opzioni relative alle dimensioni;

6)  selezionare l’immagine col lato destro del mouse e scegliere “Copy image address” – l’indirizzo è salvato temporaneamente, così che lo si può copiare ovunque;

7)  tornare alla pagina MEI da dove si vuole creare il link, posizionare il cursore, e copiare l’indirizzo, usando il menu o anche semplicemente incollandolo [Ctrl-V (Windows) o Cmd-V (Mac)].

APPENDICE 4: LINGUAGGIO CONTROLLATO

Tipo di provenienza: annotazione manoscritta

Se non si riesce a leggere una annotazione, si diano altri elementi usando in modo coerente ed omogeneo queste espressioni:

Nota erasa: quando c’è una nota di possesso non leggibile perché appunto erasa.

Nota depennata: quando la nota è stata resa illeggibile cancellandola.

Nota non letta: quando la nota è leggibile, non è chiara a chi la descrive ma si spera che altri siano in grado di interpretarla.

APPENDICE 5: COME COMPILARE L’HOLDING INSTITUTION (=INDICE DEGLI ISTITUTI DI CONSERVAZIONE/BIBLIOTECHE)

ID: La forma breve del nome della biblioteca è la sigla ISTC per quella biblioteca SENZA GLI SPAZI e SENZA ACCENTI (l’assenza di spazi è richiesta dal sistema; la costruzione dell’ID è convenzionale, ma funzionale alla omogeneità dell’indice). Per esempio, GorlaMinore, per Gorla Minore, Biblioteca “Lina Airoldi” del Collegio Rotondi; VeneziaN, per Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, etc..

Denominazione dell’ente: Nome completo e ufficiale della biblioteca.

Forma abbreviata del nome: La denominazione in ISTC. Per esempio, Gorla Minore, Venezia N. Etc.

Paese: Usare i codici ISO, per i quali si consulti:

http://www.nationsonline.org/oneworld/country_code_list.htm

I piu usati: GB, IT, US, DE, ES, FR, IE, etc.

Geonames ID: Selezionare.

Questo è un numero assegnato ai luoghi e sostituisce le tradizionali coordinate (si veda www.geonames.org). In MEI le Holding Institutions devono essere identificate geograficamente, come ogni altro dato geografico relativo agli esemplari; così, per favore, associare il GeonamesID del luogo della propria biblioteca o Istituto di conservazione. Lo si troverà in una lista che compare cliccando il tasto Seleziona e ricercando il luogo di proprio interesse. NB: scegliere il numero PPL, che identifica il luogo ‘popolato’, e non il numero ADM che denota unità amministrative non valide.

Gli altri campi (ISIL = International standard identifier for libraries; Indirizzo; Homepage; Codice MARC dell’ente; Codice RLIN; Codice HPB; Nota) sono facoltativi.

 

 

 APPENDICE 6: DATAZIONE PER EPOCA NEL NUOVO MEI

SCOPO DELLA DATAZIONE PER EPOCA:

  • Assegnare un termine cronologico, necessariamente approssimativo, a elementi materiali quali, legatura, decorazione, note manoscritte assegnate per indentificazione paleografica
  • Usare questi dati, quindi una combinazione sia di date precise, sia approssimative, per la ricerca e la visualizazzione su ampio raggio, cosicche’ sia un possessore con estremi biografici 1489-1530, sia una legatura databile 1501-1600, sia una nota marginale che cita la data “1523”, saranno tutti recuperabili interrogando il database per libri usati in un certo luogo fra 1501 e 1550.

CAMBIAMENTI NELLA DATAZIONE PER EPOCA:

La datazione per epoca non usa piu’ i secoli ma SOLO NUMERI INTERI. Poiche’ i numeri devono essere letti dal sistema, non ci possono essere lettere o simboli, ma solo “1234 – 5678”. Indichiamo di seguito come continuare a esprimere datazione approssimativa o generica, conformandosi a questa nuova necessità:

NO SI Campo Nota
XVI-XVII sec 1501-1600
Fl.1510 1510 Floruit
16..-17.. 1501-1600 Date approssimative
16?-17? 1501-1600 Date approssimative
?-1678 -1678
1540-? 1540-

 

Questa maniera di presentare la datazione per epoca dà inoltre la possibilità di essere più precisi, usando ogni informazione possibile, per esempio, la data di stampa come termine dopo il quale, necessariamente, il volume è stato usato nel 15 secolo.

Per cui tutte le datazioni per epoca assegnate al 15 secolo dovranno essere convertire tenendo presente la data di stampa, e cioé:

Data di stampa NO SI Campo Nota
Pr. 1476 15 secolo 1476-1500 Date approssimative
Pr. not after 1489 15 secolo 1489-1500 Date approssimative
Between 1489-92 15 secolo 1492-1500 Date approssimative

 

In modo simile, bisogna usare ogni data indicata per circoscrivere l’epoca di datazione, per esempio, date di acquisto, o date menzionate in annotazioni manoscritte:

TRACCE VARIE NO SI Campo nota
(acquisto 1582) 16 secolo 1582-1582 Floruit
(menzione 1678 e 1692) 17 secolo 1678-1692 Floruit
(date biografiche di possessore: 1523-1578) 16 secolo 1523-1578
(date biografiche di possessore: 1523-1578, piu’ nota di acquisto 1545) 16 secolo 1545-1578
(date biografiche di possessore: 1523-1578, piu’ nota di acquisto 1545, piu’ nota di vendita collezione 1575) 16 secolo 1545-1575

 

 

DATAZIONE NELL’ INDICE DEI POSSESSORI

Ci sono due tipi di datazione legate ai possessori, estremi biografici, e date di attività.

Esempio:

Rossi, Paolo 1856-1938

Venezia, Benedettini, S. Georgius Maior, OSB 982-1806

Se non si conoscono gli estremi biografici completi, l’editore userà la datazione approssimativa come delineata sopra, per la datazione per epoca.

SCOPO DELLE ATTIVITÀ:

L’Attività permette di isolare cambiamenti significativi nella vita di un individuo o ente (e della loro collezione).

Per esempio, lo studente tedesco Christoph Scheurl, acquistò libri quando era studente a Bologna fra il 1500 e il 1503; tornato in Germania, a Norimberga, continuò lí ad accrescere la biblioteca. L’obbiettivo in questo caso è quello di  catturare il fatto che il libro, acquistato in Italia, fu quindi prima distribuito in Italia, non in Germania dove venne successivamente portato; si veda il record MEI 02000451, Laetus Venezia 1499 posseduto da Scheurl.

Esempio: estremi biografici: 1481-1542

Attività 1: 1500-1503 Bologna, studente

Attività 2: 1504-1542 Nuremberg, studioso letterato

Il Conte Boutourlin con le sue due collezioni, la prima a mosca, la seconda a firenze

Il monastero secolarizzato, poi di nuovo in attività con una nuova collezione di libri.

Comunque la grande maggioranza delle voci dei possessori avrà un solo periodo di attività, che coinciderà quindi con gli estremi biografici, o con il termine cronologico imposto dalla provenienza successiva.

ATTENZIONE: USATE BUON SENSO NEL CREARE LE ATTIVITÀ. L’OBBIETTIVO NON È RINTRACCIARE LA VITA DEL POSSESORE, MA CATTURARE TAPPE SIGNIFICATIVE NELLA VITA DI UN LIBRO COME ESEMPLICATO SOPRA.

 

APPENDICE 7: COME CREARE UNA VOCE NELL’INDICE POSSESSORI

 (NOVITÀ) NB: Persone ed enti sono ora riuniti nello stesso campo, ma identificati da una etichetta che va dunque selezionata.

La voce è divisa in due sezioni: una fissa, “Possessore”;  e una seconda sezione ripetibile con le “Attività”.

POSSESSORE

La sezione “Possessore” contiene i seguenti campi:

Nome, che a secondo della “Tipologia” viene così indicato:

  1. Persone: [Cognome, Nome]. Esempio: Correr, Theodorus. Se si tratta di un religioso, si aggiunga la Sigla dell’ordine, es: Cleuen, Franciscus, OSB
  2. Ente (religioso): [Città, Ordine, Denominazione, Sigla]. Esempio: Venezia, Benedettini, S. Zacharia, OSB (NB: si segue il modello adottato in Bod-Inc and in IPI).
  3. Ente (laico): [Città, Denominazione]. Esempio: Brescia, Biblioteca Queriniana

Usare ‘Anonimo’ ogni volta che le tracce di provenienza localizzabili e databili (note manoscritte / legatura / decorazione / timbri / collocazioni precedenti/ prezzo) non siano però accompagnate da elementi che le riconducano ad un possessore specifico. Esempi: Italia, 15. secolo, Anonimo, note manoscritte (datato per esame paleografico).

Tipologia: scegliere tra Ente o Persona.

Genere: scegliere.

Estremi biografici – Periodo di esistenza: nella sequenza 1234 – 5678; oppure 1234- (se si tratta di persona ancora viva o di istituzione esistente)

Nota: Scrivere qui ogni informazione rilevante per la storia della collezione personale o della biblioteca di un ente. L’indice si presta ad essere utilizzato come contenitore di molte informazioni, come ad esempio notizie su porzioni della biblioteca che non saranno descritte in MEI (perché edizioni successive o manoscritti). Schede contenenti le informazioni basilari restano anonime, ma l’editor che creasse una voce fornendo informazioni supplementari, è pregato di firmare e datare il lavoro, Es.: “(creato da John Lancaster, 2 febbraio 2016)”; eventuali interventi successivi sulla medesima scheda andranno pure firmati e datati. Analogamente, si lascia nota della fonte della voce, quando la si importa da altre fonti, cataloghi o banche dati, in questo modo “(fonte: IPI)”.

Altro identificativo: [ripetibile] riferimenti bibliografici rilevanti. Ad esempio link al Cerl Thesaurus (CT) e, nonappena sarà possibile, alla banca dati delle immagini di provenienza.

Varianti del nome: ripetibile. Registrare solo vere varianti, che un motore di ricerca non possa riconoscere, o che il cervello dell’utente non possa da solo arrivare a utilizzare.

NB: Ogni variante è indicizzata nel browser dell’Indice, e neppure con grafia che la distingua (sarebbe ideale se le varianti fossero distinguibili perchè scritte in corsivo, per esempio, ma questo al momento non è possibile), quindi si faccia parco uso dell’opzione, per cortesia.

ATTIVITÀ #1, ETC.

I campi ‘attività’ servono per descrivere periodi separati nella vita di una persona o di una istituzione in relazione alla costruzione della collezione libraria. Se si ha notizia di fasi separate nella vita di un possessore, che hanno effetto nell’allestimento della collezione (es: un trasferimento; una vendita e poi l’inizio di una nuova collezione; un possessore che prima è studente a Padova e poi è medico a Norimberga etc.; o anche l’esistenza di collezioni in sedi diverse) le relative informazioni possono essere organizzate separatamente dedicando a ciascuna un “campo attività”. Es: Boutourlin aveva una collezione in Russia e una in Francia, al suo nome sono quindi legate due attività.

Inizio (anno) usare solo cifre.

Fine (anno) usare solo cifre.

Campo Nota: usarlo per chiarire gli estremi cronologici (quando attribuiti). Per esempio scrivere qui “Floruit”, “Date approssimative”, “Anno d’inizio approssimativo”, “Anno di fine approssimativo”.

MARC area code: usare il pulsante “Seleziona”.

Luogo

Geonames Id: usare il pulsante “Seleziona”

Professione / Tipologia dell’ente: scegliere

Status: scegliere

NB: Salvato una prima volta, il record si apre con il relativo numero ID in prima posizione.

NB: Sezione del blocco di provenienza che deve essere compilata sempre: Ruolo, scegliere.

 

 

 

Cristina Dondi, Sabrina Minuzzi, Alessandra Panzanelli, 3 April 2016.